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Scritto da Luigi Alighieri
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Giovedì 10 Aprile 2008 22:47 |
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 | Nella fotografia di ritratto ci sono fondamentalmente 5 possibili configurazioni di base per posizionare i propri illuminatori (flash o lampade a luce continua).
Delle cinque configurazioni possibili , almeno tre di esse dipendono fortemente anche dalla posizione della fotocamera unitamente a quella del soggetto. Nella maggior parte dei casi il volto del soggetto non sarà mai posizionato frontalmente ma di 3/4, in modo che la porzione del viso più vicina alla fotocamera sia più ampia di quella più lontana.
Per ottenere un effetto di illuminazione più gradevole, in genere si fa in modo che la porzione di viso più lontana, cioè quella meno visibile, sia più illuminata di quella più vicina cioè di quella più ampia. Questo si fa anche per aumentare la tridimensionalità del volto e rendere più suggestiva la fotografia.
| | In questo caso particolare si parla di illuminazione di Rembrandt perchè il grande maestro utilizzava spesso questo tipo di luce nei suoi ritratti.
Ma come si fa per ottenerla?
 Semplice! Si posiziona il soggetto in modo che il suo volto sia leggermente rivolto verso la nostra destra destra, si posiziona la luce principale alla nostra destra a circa 60 gradi ripsetto all'asse dell'obiettivo, mentre la luce di schiarita deve essere posizionata quasi frontalmente e dovrebbe avere una differenza rispetto alla luce principale di circa 2 stop (diaframmi). | 
| Per ottenere il vero effetto Rembrandt occorre che l'ombra proiettata dal naso del soggetto si vada ad unire all'ombra presente sulla sua guancia formando un triangolo di luce che parte dalla base dell'occhio e arriva fino all'angolo della bocca.
| | In questo particolare del ritratto di Artemisia realizzato dal pittore nel 1634, si può osservare proprio l'applicazione della tecnica d'illuminazione appena descritta. | 
| Se l'ombra del naso non si congiunge con l'ombra sulla guancia si parla di Illuminazione Corta. In questo caso le fonti di luce sono posizionate esattamente come nel caso precedente ma la posizione del volto del soggetto è più orientata verso la luce principale. Si può notare che il viso è quasi completamente illuminato e nello stesso tempo viene esaltato il senso di tridimensionalità soprattutto grazie alla presenza dell'ombra sulla guancia più vicina all'obiettivo. | 
| La massima illuminazione possibile (senza perdere tridimensionalità), si ottiene lasciando invariato lo schema di luci visto in precedenza ma facendo voltare il soggetto verso la luce di schiarita in modo che la luce principale illumini la stragrande maggioranza del volto. In questo specifico caso l'ombra del naso viene proiettata verso il lato del voto più lontano dalla fotocamera e la tridimensionalità viene sottolineata dalla leggera ombra presente al margine del volto del soggetto. | 
| Quando la luce principale viene posizionata esattamente a 90 gradi rispetto l'asse dell'obiettivo, si parla di illuminazione Split. Come si può osservare in questo caso il naso del soggetto è puntato quasi frontalmente verso la fotocamera ed il volto sembra quasi tagliato da una linea verticale che attraversa il naso e che crea due aree di dimensione uguale ben definite, una illuminata e un altra in ombra. Anche in questo caso è bene fare in modo che la differenza di esposizione tra il lato illuminato e quello in ombra sia di circa 1,5-2 diaframmi per evitare di perdere dettaglio o contrastare troppo l'illuminazione del soggetto. | 
| Si parla di Illuminazione a farfalla quando il viso è quasi uniformemente illuminato e l'ombra proiettata alla base del naso assume proprio la forma di una farfalla. Per ottenere questo effetto occorre puntare la luce principale direttamente sul soggetto in modo da illuminare quasi la totalità del volto ed elevare la fonte di luce di almeno un metro rispetto l'altezza dell'asse dell'obiettivo. | 
| Si parla spesso di come posizionare le luci sull'asse orizzontale ma si omette di specificare come posizionarle sull'asse verticale. Questo perchè l'altezza dalla quale deve provenire la luce può essere una scelta molto soggettiva. Nella fotografia di beauty o di glamour è bene avere gli occhi ben illuminati senza ombre fastidiose alla loro base e in modo che il riflesso ne esalti la lucentezza. In altri casi, soprattutto in particolari situazioni artistiche, si preferisce avere ombre profonde in corrispondenza degli occhi. In ogni caso è sempre bene tenere presente che la luce naturale proviene dall'alto e che quindi, l'osservatore è più portato ad accettare ombre proiettate dall'alto in basso piùttosto che il contrario.
La cosa migliore da fare sarebbe quella di partire dagli schemi classici suggeriti sopra e sperimentare schemi personali fino ad ottenere l'effetto che più ci piace magari aggiungendo una luce d'effetto o un ulteriore luce di schiarita o secondaria. In ogni caso è bene ricordare che non bisognerebbe mai esagerare con la quantità di punti luce perchè si rischierebbe di ottenere effetti poco realistici e soprattutto difficili da gestire.
| Ringraziamenti Si ringrazia per la gentile collaborazione la bella modella Serena che si è prestata a questa improvvisata e imbarazzante sessione di ripresa e, per gli schemi di illuminazione, Francesco che mi ha fornito il file di Kevin Kertz dal quale sono tratti gli schemini. |
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Ultimo aggiornamento Sabato 12 Aprile 2008 08:30 |