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High Key e Low Key - istruzioni per l'uso Stampa E-mail
Scritto da Francesco Russo   
Sabato 07 Marzo 2009 20:29

Parte Prima: Tecniche di ripresa

 

Queste due tecniche, molto usate in fotografia, hanno caratteristiche semplici da definire, ma un buon risultato è difficile da ottenere se non si conoscono a pieno le proprietà della luce, cioè l’intensità e la fonte.

 

In genere si definisce high key un'immagine in cui i toni chiari siano predominanti, e si definisce low key un’immagine in cui i toni scuri siano predominanti.

 

Sarebbe a dire che una foto sovraesposta può essere considerato un high key? Oppure che una foto sottoesposta può essere considerato un low key?

No, non è così semplice!

 

Sono due tecniche che vengono solitamente (ma non esclusivamente) applicate al ritratto in bianco e nero, e che hanno una gamma tonale volutamente sbilanciata verso gli estremi; verso le alte luci l’high key, verso le basse luci il low key.

 

L’high key è un’immagine dove il contrasto tra le ridotte aree scure e le più estese aree chiare, conferisce all’immagine un tono prevalentemente “alto”.

 

Il low key è l’esatto contrario, è un’immagine, dove il contrasto tra le ridotte aree chiare e le più estese aree scure, conferisce all’immagine un tono prevalentemente “basso”.

 

E’ proprio il rapporto tra il tono di maggioranza e quello di minoranza, ed il relativo contrasto di luminosità, che ne determina l’appartenenza ad una o all’altra tecnica e le differenzia da immagini sovra o sotto esposte.

 

L’intero processo creativo deve quindi sottostare a poche ma ben definite regole di esposizione e di stampa (o post-produzione).

Comunque è soggettivamente e artisticamente lecito sfruttare queste tecniche infrangendone le regole e calzandole alle proprie esigenze espressive.

 

La tecnica realizzativa è sostanzialmente opposta.

 

Per realizzare un high key devono essere usate luci molto morbide, tendenzialmente non devono creare ombre, per illuminare uniformemente il soggetto. Si usano quindi più luci, tutte alla stessa potenza, con uno schema simmetrico. Anche lo sfondo deve essere chiaro, preferibilmente bianco.

 

Schema di luci d'esempio per HK:

lightingsetup_hk_1

Immagine d'esempio:

angeli_ph_davide_dallaglio

(ph Davide Dall'aglio)

Per realizzare un low key invece, devono essere usate luci dure, per creare ombre nette ed illuminare solo poche zone del soggetto. In genere si usa solo una luce, molto laterale e quasi perpendicolare alla linea di ripresa, al massimo si può aggiungere una luce d’effetto a 45° dietro il soggetto. Per convogliare un flusso di luce lineare verso il soggetto ed evitare dispersioni che illuminerebbero zone non desiderate, si possono usare le griglie a nido d’ape.

 

Schema di luci d'esmpio per LK:

lightingsetup_lk_1

Immagine d'esempio:

angeli_ph_francesco_russo

(ph Francesco Russo)

Concludendo, si tratta di due tecniche di notevole impatto, che, per essere pienamente sfruttate devono trovare una coesistenza coerente con il contenuto espressivo.

 

L’high key predilige espressioni angeliche, evanescenti, radiose e da una sensazione eterea grazie al biancore diffuso. Al contrario nel low key l’espressione è più cupa, drammatica, profonda, coerentemente con i toni tendenzialmente scuri dell’immagine.

 

 

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Ultimo aggiornamento Domenica 05 Luglio 2009 17:59
 

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